Dettagli
Formazione obbligatoria degli avvocati: ACCREDITATO 7 ORE - 1 credito per ogni ora come da Regolamento approvato dal Consiglio Nazionale Forense il 13 luglio 2007 (art. 3, comma 2)
Un vecchio detto dice che “per pagare e morire c’è sempre tempo”: fino a qualche anno fa il proverbio si addiceva perfettamente ai processi di esecuzione forzata in Italia.
La durata media di un’espropriazione immobiliare era superiore a 7 anni; nessuno voleva occuparsi delle esecuzioni, nelle quali (secondo alcuni) non si dibatte di sottili questioni giuridiche e il giudice perde la sua caratteristica di “fine giurista” per assumere un po’ quella di “commerciante”; negli uffici giudiziari le esecuzioni venivano letteralmente rifilate all’ultimo arrivato (l’inesperto uditore giudiziario) affinché, con parecchi rinvii e prendendo per sfinimento i creditori, riuscisse a portarne alla (ingloriosa) fine il maggior numero possibile ... in attesa dell’arrivo di un altro uditore giudiziario.
Il miglior consiglio che un legale poteva dare al debitore era “Aspetta, non fare niente; vedrai che tutto si sistemerà da solo” e, infatti, al termine del processo il creditore si ritrovava con il tradizionale (e beffardo) “pugno di mosche”.
Solo grazie alla determinazione di intraprendenti magistrati (a Bologna e a Monza) e a qualche forzatura interpretativa del codice di rito le esecuzioni hanno trovato nuovo slancio nelle cosiddette “prassi virtuose” (così le definì, in un noto articolo, Romano Vaccarella) che si sono diffuse in parecchi Tribunali della penisola.
Proprio da queste prassi ha preso spunto il legislatore della riforma del 2006: con un percorso inverso rispetto a quello consueto (in cui si formano diversi orientamenti fondati sulla medesima disciplina legislativa), la legge ha recepito le principali modalità operative degli uffici giudiziari “di avanguardia” (vendita senza incanto, pubblicità commerciale, custode giudiziale, ordine di liberazione, ecc.) trasformandole in norme giuridiche.
La rivoluzione non ha riguardato solo la legislazione ma la mentalità stessa degli operatori: al giudice dell’esecuzione è stato assegnato concretamente (e non solo sulla carta dell’art. 484 c.p.c.) il compito di dirigere l’espropriazione; nuovi ausiliari si sono affiancati al giudice per far progredire più rapidamente e più efficacemente il processo esecutivo; maggiore attenzione è stata rivolta alle esigenze e agli interessi dei potenziali interessati alla vendita giudiziaria, nel tentativo di avvicinarla (per quanto possibile) alla vendita privatistica; il suggerimento al debitore di restare inerte non può più essere considerato un buon consiglio, soprattutto dopo l’introduzione di specifici strumenti procedurali per ricercare beni e crediti utilmente pignorabili e dell’ordine di liberazione.
La Legge 69/2009 ha solo marginalmente influito sul libro III del codice di procedura civile ma alcune delle modifiche apportate (ad esempio, l’introduzione dell’art. 614-bis c.p.c.) sono di portata così dirompente da aprire nuovi panorami giurisprudenziali e da mettere in crisi persino la caratteristica di certezza del credito consacrato dal titolo esecutivo.
Ma è tutto oro ciò che luccica? Come è stata concretamente recepita la riforma delle esecuzioni? Perché ci sono ancora esecuzioni che viaggiano a velocità (molto) diverse? Fino a che punto i principi di efficienza e di efficacia sono stati trasfusi nelle disposizioni normative?
Il corso si propone di:
analizzare gli istituti del processo di esecuzione alla luce della ratio delle riforme che li hanno ispirati; esaminare i prerequisiti dell’azione esecutiva, i nuovi titoli esecutivi e gli atti di parte più rilevanti, con particolare riferimento ai vizi più ricorrenti e alle problematiche che possono compromettere l’esecuzione; approfondire il c.d. “pignoramento inquisitorio”, i suoi benefici e (soprattutto) i suoi limiti, le modalità con cui individuare i beni e i crediti da aggredire; illustrare il ruolo e le funzioni degli ausiliari del giudice con peculiare riferimento al custode giudiziario, all’ordine di liberazione e alle azioni esperibili per conseguire la disponibilità dell’immobile pignorato; commentare la casistica in tema di aggressione esecutiva dei beni della comunione legale, di pignoramento delle quote societarie, di esecuzione nei confronti del socio illimitatamente responsabile; approfondire le diverse opposizioni esecutive, con precipuo riguardo alle misure di sospensione del titolo esecutivo o dell’esecuzione, ai rimedi esperibili; studiare le estinzioni tipiche e atipiche del processo esecutivo e i poteri officiosi del giudice.
Ampio spazio sarà dedicato ai quesiti.
| Programma | |
|---|---|
1) Vecchi e nuovi titoli esecutivi: 1) Il pignoramento in generale: 1) L’opposizione pre-esecutiva e l’opposizione all’esecuzione |
| Relatori |
|---|
Dott. Giovanni Fanticini
|
|
|---|---|
|
Magistrato, è attualmente giudice civile e delle esecuzioni (mobiliari e immobiliari) del tribunale di Reggio Emilia. |
| Orari | |
|---|---|
Udine 7 giugno 2013 |
| Sedi |
|---|
Napoli - Hotel Ramada Naples
|
|
|---|---|
|
Via Galileo Ferraris, 40 |
IL COSTO DEL SEMINARIO INCLUDE
|
|
STUDI, AZIENDE & P.A.: sconto 20% per iscrizione di 3 o più partecipanti della stessa struttura (unico modulo di iscrizione on line, unico pagamento ed intestatario fattura). |
Tel: 0572-386.473
Fax: 0572-549.901
Orario: lunedì-venerdì 09:00-13:00 / 15:00-19:00
Email: formazione@altalex.com

